
COMUNICATO STAMPA – CNS LIBERTAS
Un’altra vittoria per il Centro Nazionale Sportivo Libertas nella battaglia contro i comportamenti monopolistici nel mondo dello sport. Un risultato condiviso con la Federazione Italiana Salvamento Acquatico (FISA) che ha combattuto in prima linea al fianco di Libertas e alla società di salvamento Genova partecipando attivamente al ricorso e all’intero iter giudiziario. Un’azione congiunta che ha portato a uno storico riconoscimento del valore del pluralismo e del ruolo del salvamento acquatico nel panorama sportivo nazionale.
Con la sentenza n. 02110/2026, depositata il 3 febbraio 2026, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) ha rimesso al centro, con chiarezza, i principi di pluralismo, concorrenza e libertà di iniziativa economica anche nel settore della formazione sportiva.
I giudici amministrativi hanno accolto parzialmente il ricorso presentato dalla Società Nazionale di Salvamento contro il Decreto Ministeriale n. 85 del 29 maggio 2024, cancellando una serie di vincoli esclusivi che incidevano direttamente sulla formazione e sulla certificazione degli assistenti bagnanti. In particolare, il TAR ha annullato le norme che subordinavano l’organizzazione dei corsi di formazione, la composizione delle commissioni d’esame e il rinnovo dei brevetti all’obbligo di utilizzare esclusivamente tecnici e formatori in possesso della qualifica SNaQ CONI di allenatore di nuoto per salvamento di II o III livello, rilasciata unicamente dalla Federazione Italiana Nuoto.
Secondo il TAR Lazio, quel sistema creava una dipendenza obbligata da un unico operatore privato, limitando l’autonomia degli enti e alterando il corretto equilibrio concorrenziale. Un impianto giudicato sproporzionato e irragionevole, perché la qualità e la sicurezza della formazione – sottolinea la sentenza – non possono mai essere garantite attraverso assetti chiusi o monopoli di fatto.
Nel giudizio è intervenuto ad adiuvandum il CNS Libertas, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Vittorio De Gregorio.
La sentenza conferma la linea portata avanti da Libertas sotto la guida del Presidente Andrea Pantano, impegnato da tempo in un’azione costante contro le rendite di posizione e i tentativi di concentrazione di potere nel sistema sportivo.
«Questa pronuncia – ha dichiarato il Presidente Andrea Pantano – dimostra che difendere la pluralità dei soggetti non è solo una scelta politica, ma una responsabilità istituzionale. Quando si contrastano modelli chiusi e comportamenti monopolistici, la giustizia amministrativa risponde, ristabilendo equilibrio e legalità. Libertas continuerà su questa linea, a tutela di uno sport libero, aperto e realmente pluralista».
«Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Presidente di Libertas per l’elevata professionalità e i solidi principi morali dimostrati nell’affiancare la FISA, in nome di un valore fondamentale quale la giustizia», il commento del Presidente della FISA, Raffaele Perrotta.




