Il Presidente del Centro Nazionale Sportivo Libertas richiama l’attenzione sulle barriere culturali ed economiche che ostacolano l’inclusione: «Non possiamo chiedere alle famiglie e alle associazioni sportive di sostenere da sole il costo di un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti». Il senatore Nave sottolinea la necessità di interventi strutturali e di una maggiore responsabilità delle istituzioni.

Roma, 29 ottobre 2026 – Il diritto a un progetto di vita non può rimanere un principio riconosciuto soltanto sulla carta, ma deve tradursi in opportunità concrete, accessibili e sostenibili per ogni persona. È questo il messaggio portato dal Presidente del Centro Nazionale Sportivo Libertas, Andrea Pantano, alla conferenza stampa “Autismo: il diritto a un progetto di vita”, che si è svolta il 28 ottobre nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica.

Intervenendo nella sessione dedicata allo sport come strumento di inclusione e partecipazione, Pantano ha posto al centro del confronto una questione che va oltre le difficoltà specifiche legate alla disabilità: la necessità di superare una barriera culturale che ancora oggi impedisce di riconoscere pienamente lo sport come un diritto e, soprattutto, di garantirne l’effettivo esercizio.

Un problema che riguarda l’intera società, ma che assume un peso ancora maggiore per le persone con disabilità e per le loro famiglie, chiamate spesso ad affrontare ostacoli economici, organizzativi e sociali che rendono difficile, quando non impossibile, la partecipazione alle attività sportive.
«Parliamo di sport come diritto, ma dobbiamo chiederci quante persone siano davvero nelle condizioni di esercitarlo. Se già oggi praticare sport non è accessibile a tutti, possiamo immaginare quanto diventi più difficile per una famiglia che vive la disabilità di un figlio. È profondamente ingiusto che proprio queste famiglie debbano sostenere costi ulteriori per garantire ai propri figli un’opportunità di crescita, relazione e partecipazione che dovrebbe appartenere a tutti», ha sottolineato Pantano.

Il Presidente Libertas ha richiamato l’attenzione anche sulle difficoltà che incontrano quotidianamente le associazioni sportive dilettantistiche, presidio fondamentale di socialità e inclusione nei territori. Realtà che svolgono una funzione di interesse collettivo, offrendo opportunità educative, relazionali e sportive, ma che troppo spesso devono affrontare con risorse limitate i costi necessari per rendere le proprie attività realmente accessibili.

La carenza di tecnici con una preparazione specifica, la necessità di figure professionali capaci di accompagnare persone con bisogni differenti e gli oneri organizzativi ed economici legati all’inclusione rappresentano ostacoli concreti che non possono essere superati facendo affidamento esclusivamente sulla disponibilità delle associazioni e sull’impegno delle famiglie.

Per Pantano, la questione non è soltanto aumentare le possibilità di praticare sport, ma costruire le condizioni affinché nessuno debba rinunciarvi a causa della propria condizione personale o economica. Questo significa investire nella formazione dei tecnici, sostenere le associazioni sportive e riconoscere il valore sociale dei servizi che il Terzo Settore garantisce quotidianamente alle comunità.

Lo sport, in questa prospettiva, non rappresenta un’attività accessoria, ma una dimensione essenziale della crescita e della realizzazione della persona. Un luogo in cui sviluppare autonomia, costruire relazioni, sperimentare le proprie capacità e sentirsi parte di una comunità. Perché un progetto di vita possa dirsi realmente inclusivo, queste opportunità devono essere accessibili anche a chi incontra maggiori difficoltà.

«Non possiamo continuare ad affidare l’inclusione soltanto alla sensibilità e alla buona volontà delle associazioni sportive, né lasciare che il suo costo ricada sulle famiglie. Le nostre associazioni svolgono ogni giorno un servizio prezioso per le comunità, ma hanno bisogno di competenze, strumenti e risorse. Se vogliamo che lo sport sia davvero parte del progetto di vita di ogni persona, dobbiamo assumerci collettivamente la responsabilità di renderlo possibile», è il richiamo del Presidente Libertas.

La conferenza, promossa su iniziativa della senatrice Concetta Damante e del senatore Luigi Nave, Presidente dell’Intergruppo parlamentare sui disturbi dello spettro autistico e sui modelli di presa in carico, ha offerto un’occasione di confronto tra istituzioni, professionisti e associazioni sulle diverse dimensioni del progetto di vita delle persone con autismo.

Nel suo intervento, il senatore Luigi Nave ha richiamato la necessità di interventi strutturali e di una più forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, sottolineando come la tutela dei diritti delle persone con disabilità non possa continuare a dipendere prevalentemente dall’iniziativa e dalla capacità organizzativa delle famiglie. Il fatto stesso che siano spesso i genitori a dover costituire associazioni per rivendicare diritti e servizi fondamentali rappresenta, secondo Nave, il segnale di un’assenza di risposte istituzionali adeguate. Una condizione che richiede politiche pubbliche più incisive, continuità negli interventi e strumenti capaci di garantire concretamente i diritti riconosciuti, senza lasciare alle famiglie il peso di doverli conquistare individualmente.

Un richiamo che si intreccia con le riflessioni del Presidente Pantano sulla necessità di non trasferire sulle famiglie e sul mondo associativo responsabilità che devono essere condivise e sostenute dalle istituzioni. Il riconoscimento di un diritto, infatti, perde significato quando la sua realizzazione dipende esclusivamente dalle risorse economiche, dalle competenze o dalla capacità di mobilitazione di chi dovrebbe beneficiarne.

Accanto al tema dell’inclusione sportiva, affrontato anche da Paola Del Giudice, Commissario Straordinario del C.U.S. Napoli, i lavori hanno approfondito le opportunità oltre il percorso scolastico, l’accesso alle terapie, i modelli di presa in carico e il “Dopo di Noi”, con il contributo di rappresentanti istituzionali, esperti e realtà associative impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone con autismo e alle loro famiglie. Tra queste, l’associazione “Gli Amici di Gennaro”, rappresentata dal Presidente Vincenzo Taralbo.

Pantano ha ringraziato il senatore Luigi Nave per l’invito e per aver favorito un confronto capace di mettere in relazione il lavoro delle istituzioni con l’esperienza concreta di chi opera ogni giorno nei territori. Un dialogo necessario per trasformare il riconoscimento dei diritti in risposte effettive, capaci di accompagnare le persone e le famiglie nelle diverse fasi della vita.

Il messaggio portato da Libertas al Senato è chiaro: il diritto allo sport non può essere subordinato alle possibilità economiche delle famiglie o alla capacità delle associazioni di sostenere autonomamente i costi dell’inclusione. Rendere questo diritto realmente esercitabile significa riconoscere il valore sociale dello sport e costruire una responsabilità condivisa tra istituzioni, sistema sportivo e Terzo Settore.

Perché un progetto di vita non si misura soltanto nei diritti che riconosce, ma nelle possibilità concrete che offre a ciascuna persona di realizzarsi, scegliere e partecipare pienamente alla vita della propria comunità. inserisci anche un breve intervento del Senatore Nave sulla necessità di interventi strutturali, di impegno delle istituzioni perchè non possono essere le famiglie a costituire le associazioni per difendere i lori diritti perchè questo denuncia una assenza istituzionale

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