Sabato 24 ottobre, Montegrosso d’Astio ha ospitato una serata speciale: i match del cuore

Una serata nata per unire sport, solidarietà e memoria, nel ricordo di Fabiana e Zoe.

La serata è partita con le Demo dei più piccoli, bambini e ragazzi che si sono esibiti in dimostrazioni di kickboxing, boxe e MMA. Sono stati davvero molto bravi e hanno dato vita a delle belle esibizioni, dimostrando già tanta passione e tanto entusiasmo.

A seguire sono arrivati i match competitivi di Kickboxing, Boxe e Full Contact, con tanti atleti e incontri piacevoli e combattuti con impegno, coraggio e passione.

E voglio sottolineare una cosa: per me tutti gli atleti che salgono sul ring sono protagonisti. Non importa se si tratta di un incontro più o meno importante, di un bambino alla sua prima esibizione o di un professionista che combatte per un titolo. Ognuno di loro mette sul ring se stesso, il proprio lavoro, i propri sacrifici e il proprio coraggio. Ed è anche grazie a tutti loro se una serata come questa può avere un significato così grande.

Molto bella anche la dimostrazione di «American Kickboxing Full Contact» del maestro Fabiano Baldi con il suo allievo Mirko Serra. Hanno dato grande spettacolo ed è stato davvero piacevole vederli sul ring.

Poi sono arrivati gli incontri per le cinture: una Prestige Fight IKTA dilettanti e quattro titoli nazionali WPKO dilettanti, e come unico incontro professionistico della serata: Nicolò Boccetta vs Aziz Kchow, per il titolo italiano unificato IKTA-WKA di Full Contact professionisti.

Per me, quella di Nicolò è stata una serata particolarmente emozionante.

In quei momenti ho dovuto mettere da parte per un po’ il ruolo di organizzatore. Dovevo pensare a lui, riscaldarlo, accompagnarlo al ring e seguirlo durante tutto il match. È stato come se dovessi salire anch’io sul ring insieme a lui.

Il match era sulla distanza di sette round da due minuti. Sapevamo che sarebbe stato difficile. L’avversario era forte, coriaceo e ha dimostrato di poter reggere tutti e sette i round.

I primi due round sono stati difficili. Poi, dal terzo round in poi, Nicolò ha iniziato a venire avanti, a prendere l’iniziativa e ad accorciare maggiormente la distanza. Ha cominciato a mettere colpi in più, a stare più piantato e a non sprecare le occasioni.

È riuscito anche a strappare un conteggio e, round dopo round, ha continuato ad avanzare fino alla fine.

Io ho urlato per tutti e sette i round. Alla fine avevo quasi perso la voce.

Quando è arrivato il verdetto ero talmente felice che quasi non ho festeggiato. Sono rimasto lì, inebetito, come se avessi bisogno di qualche secondo per rendermi conto che era davvero successo.

È stata una vittoria emozionante, meritata. Una vittoria voluta, costruita e combattuta fino alla fine.

Nicolò si laurea campione italiano nel titolo unificato IKTA-WKA di Full Contact professionisti.

Un risultato che arriva dopo mesi di lavoro e che mi rende profondamente orgoglioso.

Ma non c’era solo Nicolò.

Voglio fare i complimenti anche a Mattia Bona, che ha aperto la serata con una bellissima esibizione di boxe, insieme a Fabiano.

Un pensiero particolare va poi a Edoardo Carroccio, che è salito sul ring all’ultimo momento, dopo che un altro atleta si era sentito male. Senza di lui il match sarebbe saltato.

Sapeva benissimo che avrebbe affrontato un avversario più alto, più esperto e più forte tecnicamente. Ma non ha esitato e ha detto sì.

Ha perso ufficialmente il match, ma per me Edoardo ha vinto.

Ha accettato una situazione difficile, ha affrontato il suo avversario senza tirarsi indietro e ha combattuto tutti e tre i round.

Edoardo ha dimostrato carattere e coraggio.

Sono orgoglioso di Nicolò, Mattia ed Edoardo. Ognuno di loro, in modo diverso, ha rappresentato quello che per me significa fare sport.

Durante la serata ho avuto anche il piacere di condividere il lavoro con i maestri Fabio e David della NobilArt, che mi hanno aiutato con Nicolò durante il match.

Un ringraziamento va anche a tutti i maestri e alle società che hanno partecipato alla serata: Fabiano Baldi della Fight Team School, Davide Merlino della Experience Neive, Fabio e David della NobilArt, e Beppe Ruotolo della Skull MMA.

Grazie anche all’arbitro centrale Mirko Fascinato e ai giudici Tommaso Fruci e Nicola Siliberto, amici e collaboratori ormai da tanti anni.

E soprattutto grazie a tutti gli atleti. Sono loro i veri protagonisti: quelli che hanno il coraggio di salire sul ring, mettersi alla prova, affrontare un avversario e dare spettacolo al pubblico.

Il pubblico, durante la serata, si è scaldato sempre di più. Soprattutto quando sono arrivati gli incontri per le cinture, i cuori si sono infiammati.

Ma questa serata non era soltanto sport.

Era solidarietà, la memoria e il ricordo di Fabiana e Zoe.

Vedere la mamma di Fabiana a bordo ring, per me, è stata una sorpresa davvero molto piacevole. È stato un momento che mi ha fatto particolarmente piacere e che ha dato ancora più significato a questa serata.

Lo sport e il ricordo si sono incontrati sullo stesso ring. Due cose apparentemente diverse, ma che quella sera hanno trovato un punto d’incontro, come due parti di una stessa cosa, come lo yin e lo yang.

Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno sostenuto questa serata e ci hanno aiutato a realizzarla: FBC Sabbiature e Verniciature, Edil Decor, Dott. Riccardo Longo, Bellini Diesel, Pizzeria Cristallo e Macelleria Susy.

Grazie al dottor Giannuzzi, alla Croce Rossa di Montegrosso e soprattutto ai volontari dell’AIL, Paola e Giovanni Bianco.

E grazie a tutte le persone che hanno lavorato, aiutato, collaborato e dato il proprio contributo, anche dietro le quinte.

Quando finisce una serata del genere, dopo tutta l’adrenalina, arriva la stanchezza. E mentre sei lì a smontare il ring, sistemare tutto e pulire, ti viene da pensare:

“Ma chi me l’ha fatto fare? Non lo faccio mai più.”

Poi però passa qualche ora, ti guardi indietro e capisci che ne vale la pena.

Perché alla fine lo sport ci dà uno scopo per andare avanti.

Sì. Ne è valsa la pena.

Luigi Pia

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