Si è svolto a Milano il 19 e 20 settembre 2026 l’incontro nazionale “Judo Educativo – ieri, oggi, domani”, promosso dal Centro Nazionale Sportivo Libertas – Settore Nazionale Judo, nell’ambito della Convenzione Strategica con UPKL – Union of Professionals Ki Life.
Due giornate di lavoro che hanno riunito Maestri, tecnici e praticanti attorno a una precisa prospettiva: valorizzare la funzione educativa del Judo senza modificarne l’identità tecnica e culturale, rafforzando invece le competenze dell’insegnante sportivo nella dimensione pedagogica,
relazionale e sociale. Il Manifesto Programmatico del Settore Nazionale Judo colloca infatti il progetto nel più ampio sviluppo della figura dell’European Social Sport Coach – ESSC, quale evoluzione culturale, educativa e professionale dell’insegnante sportivo.

L’APERTURA DEL PROF. ALDO PIATTI

Ad aprire i lavori è stato il Prof. Aldo Piatti, Coordinatore Nazionale Libertas per il Judo, che ha introdotto l’incontro richiamando il significato del progetto “Judo Educativo – ieri, oggi, domani” e la responsabilità dei Maestri nel rapporto con le nuove generazioni.
Il percorso nasce dalla consapevolezza che il Maestro contemporaneo non sia chiamato soltanto a trasmettere una tecnica, ma anche a sviluppare capacità di ascolto, relazione, sicurezza e accompagnamento educativo. Il Manifesto del Settore Judo sottolinea infatti come alle competenze tecniche debbano affiancarsi capacità educative e relazionali, riconoscendo nel Maestro un punto di riferimento per la persona e
per la comunità.

 

IL CAV. ROBERTO PIZZORNO: «LIBERTAS IMPEGNATA A COSTRUIRE LA RETE DEGLI EDUCATORI SOCIALI SPORTIVI»

Particolarmente significativo l’intervento del Cav. Roberto Pizzorno, che ha salutato e ringraziato tutti i partecipanti, congratulandosi con i Maestri, i tecnici e i praticanti per la partecipazione all’iniziativa. Pizzorno ha confermato l’impegno di Libertas nel progetto nazionale per la costruzione della Rete degli Educatori Sociali Sportivi Libertas, sottolineando il valore strategico della Convenzione sottoscritta con UPKL. Nel suo intervento ha inoltre espresso un particolare ringraziamento a UPKL per aver reso possibile, attraverso la Convenzione Strategica, la costruzione di una collaborazione capace di collegare la dimensione internazionale con la presenza territoriale di Libertas. La presentazione istituzionale del progetto definisce infatti una precisa articolazione: UPKL come riferimento internazionale per standard ESSC, metodologia, strumenti didattici, supervisione e dimensione europea; Libertas come soggetto di attuazione nazionale, formazione, coordinamento e sviluppo della rete territoriale. Pizzorno ha quindi ribadito che la costruzione della rete non rappresenta un’iniziativa episodica, ma
un progetto destinato a svilupparsi progressivamente attraverso Comitati, ASD, SSD, tecnici, Educatori, famiglie, scuole, Comuni e territorio.

CORRADO GENOVA PRESENTA LA STRUTTURA DELL’ACCORDO E I DATI DELLA DOMANDA EDUCATIVA

È quindi intervenuto Corrado Genova, Segretario Generale UPKL, che ha presentato ai partecipanti la struttura dell’accordo Libertas–
UPKL e il modello operativo dell’Educatore Sociale Sportivo Libertas. La presentazione ha illustrato la filiera attraverso la quale la dimensione internazionale viene trasferita nel sistema territoriale: UPKL → standard ESSC → metodologia → formazione → certificazione → Libertas → rete territoriale. L’obiettivo è trasformare una domanda educativa già presente nella società in una risposta organizzata e formativa capace di coinvolgere famiglie, tecnici, scuola, territorio e istituzioni. Sono stati inoltre presentati i risultati delle rilevazioni effettuate sulla domanda educativa. Il sondaggio ha raccolto 840 risposte e ha evidenziato un livello del 95,3% di risposte molto o
abbastanza favorevoli rispetto alla proposta educativa analizzata. Tra gli elementi rilevati:

• 90,5% per sport, educazione civica e Diritti Umani;
• 75,5% per cittadinanza, diritti e inclusione;
• 73,5% per progettazione sociale e lavoro di rete;
• 77,6% per una figura professionale con competenze sportive, educative e sociali;
• 87,8% per un istruttore capace di integrare alle competenze tecniche una dimensione
educativa.

Dati che sono stati presentati come elemento conoscitivo sul quale costruire il successivo sviluppo
del Programma Educatore Sociale Sportivo Libertas.

 

GIUSEPPE DANESI: IL SOSTEGNO DELLA FORMAZIONE LIBERTAS AL NUOVO MODELLO

Un momento particolarmente importante è stato l’intervento di Giuseppe Danesi, Consigliere Nazionale Libertas, accompagnato da due suoi stretti collaboratori e formatori nazionali del settore Karate. Danesi ha espresso il pieno sostegno alle linee strategiche della Convenzione Libertas–UPKL, evidenziando la necessità di sviluppare una formazione capace di superare la separazione tra preparazione tecnica e responsabilità educativa. Nel suo intervento sono stati richiamati i tre valori che già caratterizzano l’impostazione della formazione Libertas: il valore educativo dello sport, il valore sociale dello sport e la promozione del benessere psico/fisico. La programmazione della formazione regionale Libertas Lombardia, presentata dallo stesso Danesi, distingue infatti espressamente tra insegnare uno sport ed educare attraverso lo sport, sottolineando che la società non chiede soltanto di formare atleti, ma anche persone migliori e che la qualificazione tecnica non deve andare a scapito del benessere. L’intervento di Danesi ha inoltre evidenziato la necessità di portare il progetto dalla fase di elaborazione alla costruzione di un sistema nazionale, attraverso un gruppo di lavoro congiunto, l’integrazione del percorso ESS nella formazione Libertas e il lancio del progetto nazionale. Il modello strategico presentato prevede inoltre lo sviluppo di strumenti educativi per i diversi sport, la formazione dei funzionari come promotori culturali, l’utilizzo delle infografiche sui Diritti Umani, il rapporto con le comunità territoriali e lo sviluppo della piattaforma Sport Education

 

 

UPKL DALLE PAROLE AL TATAMI

Dopo la parte istituzionale, il Prof. Aldo Piatti ha invitato tutti i praticanti presenti a salire sul tatami, trasformando immediatamente i contenuti dell’incontro in esperienza pratica. La lezione tecnica di Judo è stata diretta dal Maestro Hanshi Alfredo Vismara, 9° Dan,
coadiuvato dal:

• Maestro Celso Mazzola, 7° Dan – ESSC 4° Livello;
• Maestro Alessandro Raschellà, 6° Dan – ESSC 6° Livello;
• Prof. Emanuele Grazioli, 4° Dan – ESSC 4° Livello.
La scelta non è stata casuale: il programma nazionale del Settore Judo integra infatti tecnica, metodi di lavoro, didattica, pedagogia della facilitazione ed educazione attraverso il Judo. Il tatami è così diventato il luogo nel quale verificare concretamente il principio fondamentale del progetto: la tecnica sportiva può essere contemporaneamente esperienza di apprendimento,relazione e crescita della persona.

 

LA SECONDA GIORNATA: FACILITARE L’APPRENDIMENTO

La giornata del 20 settembre è stata dedicata al lavoro diretto con i praticanti e all’approfondimento della didattica della facilitazione dell’apprendimento, sotto la guida del Prof. Aldo Piatti, 8° Dan – ESSC 4° Livello. Il tema della facilitazione rappresenta uno degli elementi centrali della metodologia proposta. L’obiettivo è spostare progressivamente l’attenzione dalla semplice trasmissione della tecnica alla
capacità dell’insegnante di comprendere come la persona apprende, quali condizioni favoriscono l’apprendimento e come adattare l’esperienza didattica alle caratteristiche del praticante. La struttura del percorso ESSC collega infatti competenza tecnica, competenza pedagogica e competenza sociale ed etica, comprendendo osservazione, ascolto, progettazione,
personalizzazione, inclusione e Diritti Umani.

JUDO E DIRITTI UMANI

Una parte centrale della seconda giornata è stata dedicata al rapporto tra Judo e Diritti Umani. Il progetto Educatore Sociale Sportivo Libertas considera lo sport come un contesto nel quale i diritti non devono rimanere concetti teorici, ma possono essere conosciuti, sperimentati e trasformati in comportamenti concreti. L’approfondimento ha riguardato, in particolare, il rapporto tra la pratica del Judo e i principi richiamati dagli articoli 24, 25 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, con attenzione alla tutela del minore, alla persona anziana e all’inclusione delle persone con disabilità. La matrice didattica ESSC collega già numerose unità formative alla dignità della persona, all’integrità, all’uguaglianza, alla non discriminazione, alla tutela dei minori e all’inclusione delle persone con disabilità, traducendo tali principi in scenari sportivi, esercitazioni, casi di studio e attività didattiche. Il Judo diventa così un ambiente nel quale il rispetto dell’altro non viene semplicemente spiegato, ma praticato attraverso la relazione con il compagno, il controllo del gesto, la responsabilità reciproca, l’inclusione e la cooperazione.

UN PROGETTO CHE NON MODIFICA IL JUDO: LO VALORIZZA

Uno dei punti qualificanti emersi durante le due giornate riguarda il posizionamento dell’Educatore Sociale Sportivo. Il progetto non nasce per sostituire i percorsi tecnici delle Federazioni Sportive Nazionali o degli Enti di Promozione Sportiva. Nasce per completarli, valorizzando il ruolo educativo dell’insegnante sportivo nella società contemporanea. Questa impostazione è espressamente contenuta nella programmazione nazionale del Settore Judo.

L’ESSC amplia quindi l’orizzonte del tecnico:
**competenza tecnica
• competenza pedagogica
• competenza sociale ed etica
= Educatore Sociale Sportivo.**

DA MILANO PARTE LA RETE DEGLI EDUCATORI SOCIALI SPORTIVI LIBERTAS

Il significato delle giornate del 19 e 20 settembre va quindi oltre il singolo appuntamento tecnico.
L’incontro di Milano rappresenta una delle prime concretizzazioni territoriali del progetto nazionale
Educatore Sociale Sportivo Libertas, attraverso il quale Libertas e UPKL intendono costruire
progressivamente una rete di tecnici capaci di mettere in relazione:

SPORT – EDUCAZIONE – DIRITTI UMANI – FAMIGLIA – SCUOLA – TERRITORIO – COMUNITÀ.

Il modello operativo presentato prevede un percorso progressivo: individuare ASD e SSD,
coinvolgere i tecnici, presentare il valore dell’ESSC, attivare formazione e rete, aprire relazioni con
scuole e Comuni e sviluppare successivamente la rete regionale e nazionale.
Non si tratta quindi soltanto di organizzare nuovi corsi.
Si tratta di costruire una nuova infrastruttura educativa dello sport, nella quale il Maestro possa
continuare a essere innanzitutto Maestro della propria disciplina, ma acquisisca anche gli strumenti
per assumere consapevolmente la responsabilità educativa che la società gli affida.

IL MESSAGGIO CONCLUSIVO
Le due giornate di Milano hanno consegnato un messaggio preciso: il futuro dello sport non passa soltanto dalla qualità della tecnica, ma anche dalla qualità della persona che quella tecnica insegna. È da questa consapevolezza che Libertas e UPKL intendono proseguire il lavoro per la costruzione della Rete degli Educatori Sociali Sportivi Libertas. Dal tatami alla famiglia. Dal Dojo alla scuola. Dalla società sportiva alla comunità. Dalla tecnica all’educazione.

Centro Nazionale Sportivo Libertas
Settore Nazionale Judo UPKL – Union of Professionals Ki Life
European Social Sport Coach – ESSC

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