
Ci sono giornate che non si dimenticano. Giornate in cui lo sport smette di essere solo competizione e diventa abbraccio, sorriso, conquista. La manifestazione Libertas dedicata allo sport inclusivo è stata una di queste: un momento in cui la comunità ha visto, sentito e toccato con mano la bellezza di uno sport che accoglie, che ascolta, che dà spazio a tutti.Il sogno di Amabile Bonafede che diventa realtàAl centro di questa emozione c’è la volontà forte e limpida del Vice Presidente Nazionale Libertas, Amabile Bonafede, che da anni porta avanti con passione un impegno costante verso lo sport per le persone con disabilità. La sua presenza non è stata solo istituzionale: è stata un segno, un gesto, un messaggio.

Un messaggio che dice: “Lo sport è casa vostra. Qui siete importanti. Qui siete protagonisti.”L’idea che nasce dal cuore del territorioAccanto a lui, la visione del Responsabile Provinciale Libertas Sport Disabili, Fabrizio Marino, ha dato forma a un progetto che non è solo organizzazione, ma sentimento. Marino ha immaginato un evento capace di far emergere la forza, la delicatezza e la determinazione degli atleti, trasformando un’idea in un’esperienza che ha commosso e unito.Una giornata che ha parlato agli occhi e al cuoreGli atleti hanno mostrato ciò che spesso non si vede: la fatica che diventa sorriso, la fragilità che diventa coraggio, la diversità che diventa ricchezza.
Ogni disciplina, ogni gesto, ogni applauso ha raccontato una storia.

E il pubblico ha risposto con un calore che ha avvolto tutti, rendendo la manifestazione una festa di emozioni autentiche.Un successo che lascia un segnoIl risultato è stato straordinario: non solo per la partecipazione, ma per ciò che ha generato.
Ha creato consapevolezza.
Ha creato vicinanza.
Ha creato futuro.Perché quando lo sport riesce a far sentire ogni persona vista, accolta e valorizzata, allora non è più solo sport.
È comunità.
È vita.
È amore.




