Al Pirates Field il vento sa sempre di mare, di cuoio dei palloni e sogni americani.  Domani pomeriggio alle 15.30, al Pirates Field andrà in scena l’ultimo capitolo stagionale dei Pirates, pronti ad affrontare i Bengals Brescia in una sfida che almeno per la classifica, non cambierà il destino di nessuna delle due franchigie.

Entrambe arrivano all’ultima giornata (week 11 e ultima gara per Albisola e Brescia, ma non per le altre del girone) con lo stesso record, due vittorie e cinque sconfitte. I Pirates sono davanti soltanto per differenza punti, dettaglio minimo dentro una stagione che per entrambe le franchigie aveva promesso molto di più.

Eppure il football americano, soprattutto quello vissuto in Liguria, non è mai soltanto numeri. È sacrificio, chilometri, allenamenti sotto la pioggia e tramontana invernale che spezza fiato e taglia la faccia.

All’andata in una notte bresciana illuminata appena dai riflettori e sferzata da un diluvio incessante, furono i Bengals ad avere la meglio sui Pirates. Una partita sporca, dura, giocata sotto acqua e fango come nei vecchi racconti del football americano. Oggi invece i Pirates vogliono chiudere bene davanti alla propria gente, davanti a quel pubblico che settimana dopo settimana ha continuato a riempire il campo dei pirati con bandiere, cori e passione.

Le aspettative a inizio anno erano diverse, soprattutto in casa Pirates. Dopo una offseason turbolenta, fatta di difficoltà e incertezze, la società era riuscita comunque a trovare nuovi sponsor e quella storica grinta piratesca che da anni accompagna il football ad Albisola Superiore. Nonostante tutto, il gruppo ha continuato a combattere ogni domenica, senza mai smettere di credere nella propria identità, inciampando soltanto in un attacco che non ha seguito l’onda di una difesa per lunghi tratti semplicemente perfetta.

La vera vittoria forse è arrivata proprio in settimana. Con il nuovo decreto legge infatti, i Pirates hanno ottenuto, in sintonia con il Comune di Albisola Superiore, la concessione del Pirates Field per altri quindici anni. Una notizia fondamentale per il futuro della società e per tutto il movimento ligure, perché il campo dei pirati diventa sempre più il cuore pulsante del football americano in Liguria.

Un progetto che guarda avanti grazie anche alla crescita continua del settore giovanile Flag, sempre più ricco di ragazzi pronti ad avvicinarsi a questo sport. Proprio durante l’intervallo della partita di oggi, i giovani protagonisti dell’Under 17, reduci dal campionato appena concluso, scenderanno in campo per una partita dimostrativa, ricordando a tutti come il flag football sarà disciplina olimpica ai Giochi di Los Angeles 2028 e che quest’estate si terrà un importante Summer Camp Pirates proprio inerente al flag football.

Sul fronte della prima squadra, i Pirates dovranno fare i conti con quattro assenze pesanti: due in attacco e due in difesa. Ma più che la classifica, oggi conterà l’orgoglio. Contano i volti dei giocatori che per mesi hanno combattuto uno accanto all’altro. Conta il lavoro del coaching staff, del front office, dell’ ufficio communication e di tutti coloro che, spesso lontano dai riflettori, tengono viva la nave piratesca.

Conteranno soprattutto i tifosi. Sempre più innamorati di una squadra che, anche nelle difficoltà, non ha mai smesso di rappresentare qualcosa di speciale per il territorio.

Queste le parole del capo allenatore Giuso Delalba:

Sarà una partita particolare, perché chiude un campionato che sicuramente non è andato come volevamo. Sia noi che i Bengals avevamo obiettivi diversi a inizio stagione e invece ci ritroviamo qui a giocare l’ultima partita senza playoff da raggiungere. Fa parte dello sport, bisogna accettarlo e avere l’onestà di guardare in faccia la realtà.
I Bengals sono una squadra che all’andata ci ha battuto e che ci ha messo in difficoltà e vorranno chiudere bene la stagione, sta a noi farci trovare pronti, con rispetto ma senza paura.
Da parte nostra c’è la volontà di chiudere questo campionato nel modo giusto, con orgoglio, carattere e spirito di squadra. Perché al di là del risultato finale, ci sono stagioni che ti insegnano molto più di quelle vinte.
Personalmente vivrò questa partita con grande intensità. Quando arrivi alla fine di un percorso, ogni partita, ogni spogliatoio e ogni momento condiviso con i ragazzi assume un valore ancora più forte.
Io comunque vada, di questo gruppo sarò sempre orgoglioso.

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