
di Pietro Esposito Consigliere Nazionale Libertas e Presidente Provinciale Libertas Benevento
Negli ultimi giorni si è parlato molto del risultato di una ricerca pubblicata da Jama Psychiatry, ripresa anche dai canali di Sport e Salute, in cui si evidenzia come l’attività sportiva possa agire da vero e proprio “farmaco antidepressivo” per il benessere mentale.
Da uomo di sport, la prima reazione spontanea di fronte a titoli simili è stata un sorriso amaro: serviva davvero uno studio scientifico per confermare ciò che chiunque viva la palestra, il campo o la pista sa già da sempre?
Siamo seri e consapevoli. È indubbiamente positivo che la scienza medica confermi la validità scientifica di ciò che sperimentiamo ogni giorno, ma ridurre lo sport a una semplice “pillola” o a un’alternativa sintetica rischia di essere riduttivo. Lo sport è molto di più di un farmaco.
Un bene d’aggregazione, inclusione e valore economico
L’attività motoria e sportiva non cura solo i sintomi dell’anima o del corpo, ma cura la società stessa:
Salute mentale e benessere psicofisico: Muoversi libera endorfine, riduce l’ansia e restituisce fiducia in se stessi. È una vera e propria medicina naturale, priva di controindicazioni.
Lo sport abbatte le barriere sociali, culturali ed economiche. Sull’impalcato di un campo da gioco siamo tutti uguali. È il luogo in cui si impara il valore della squadra, il rispetto dell’avversario e la bellezza della condivisione. Insegna ai nostri giovani la resilienza, la capacità di rialzarsi dopo una caduta, il senso del dovere e il rispetto delle regole.

Il settore sportivo non è un passatempo, ma un motore economico fondamentale per il nostro Paese, capace di creare occupazione, professionalità e sviluppo per i territori.
Dal riconoscimento in Costituzione alla prescrittività medica
Con la storica modifica dell’Articolo 33 della Costituzione Italiana, che ha finalmente riconosciuto il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva, abbiamo posato una pietra miliare. Un traguardo che dà il giusto e degno riconoscimento anche a tutti i lavoratori dello sport, ai dirigenti e alle associazioni che ogni giorno garantiscono questo servizio alla collettività.
Ma questo non deve essere un punto di arrivo: deve essere solo l’inizio.
Non possiamo fermarci ai proclami o alle norme sulla carta. Dobbiamo far sì che questo percorso si traduca in azioni concrete: lo sport deve diventare una cura riconosciuta e prescrivibile dai medici di medicina generale e dai pediatri. Dobbiamo giungere al punto in cui la pratica sportiva sia prescritta al pari — e spesso in sostituzione — di molti medicinali.
Come Libertas, continuiamo a batterci ogni giorno affinché lo sport sia garantito a tutti, senza distinzioni di reddito o di abilità. Perché investire nello sport e nel movimento significa investire nella salute dei cittadini, nella prevenzione sanitaria e nel futuro inclusivo della nostra comunità.
Lo sport è salute, lo sport è prevenzione, lo sport è vita. Ora sta a noi far sì che il mondo medico e le istituzioni ne traggano le dovute conseguenze pratiche




