Inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina: le considerazioni del consigliere nazionale Libertas, Pietro Esposito.

Ci sono immagini che valgono più di mille discorsi. Se nel 2012 il mondo era rimasto a bocca aperta vedendo la Regina Elisabetta presentarsi come una “Bond Girl” al fianco di 007 — un momento iconico di cinema e ironia britannica — l’Italia a Milano-Cortina 2026 ha risposto con qualcosa di più profondo, più umano, più nostro.
Vedere il Presidente Mattarella arrivare a San Siro su un tram storico, simbolo del lavoro e della quotidianità milanese, guidato nientemeno che dal “Dottore”, Valentino Rossi, è stato il manifesto più alto di cosa significhi essere italiani.
Se James Bond è la finzione che incanta, Valentino Rossi è il genio reale che ha fatto battere il cuore di milioni di italiani. Vedere la leggenda del motociclismo mondiale condurre con umiltà il Capo dello Stato è l’abbraccio perfetto tra il talento e le istituzioni. Non un elicottero, non un salto nel vuoto, ma un tram. Un mezzo che appartiene a tutti, che corre sui binari della nostra storia, portando con sé il messaggio di un’Italia che non vuole lasciare indietro nessuno.
In quel tragitto c’è tutto il nostro orgoglio. È la risposta italiana alla spettacolarizzazione: noi non abbiamo bisogno di effetti speciali perché la nostra storia, la nostra umanità e i nostri campioni sono già leggenda.
Questa è l’Italia che amiamo
Un Paese che sa essere solenne senza essere distaccato. Un Presidente che sceglie la semplicità del popolo e un campione che si fa servitore della sua bandiera. Grazie Valentino per aver guidato il nostro orgoglio, e grazie Presidente per averci ricordato che l’umiltà è la forma più alta di nobiltà.
“Mentre gli altri creano film, noi scriviamo la storia sui binari del cuore.”

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