Sport gratis per i bimbi di periferia contro l’isolamento Una ricerca per promuovere la parità di genere in ambito sportivo

“Sport siamo noi – promuovere comunità coese attraverso lo sport di tutti” e una bella indagine dal titolo “Jump the gap” riferita allo sport al femminile con tutte le sue problematiche.

Il progetto varato da Sport e Salute e portato avanti da quattro Enti di promozione sportiva – AICS, ACSI, CSEN e LIBERTAS – è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i presidenti dei quattro Enti, il professor Giampiero Turchi dell’Università di Padova, il numero 1 di Sport e Salute,  l’avvocato Vito Cozzoli, e il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, l’on. Vincenzo Spadafora.

Cozzoli nel suo intervento ha affermato che gli Enti di promozione sportiva sono, per lo sport italiano, «un importante asset. Voi siete la spina dorsale dello sport del Paese – ha aggiunto – e adesso, novità assoluta, siete stati chiamati a rappresentare le vostre peculiarità in modo congiunto. E’ una piccola grande rivoluzione. Il mondo dello sport ha bisogno di essere unito».

Spadafora: pensiamo alla salute dei giovani

Giorni difficili, anzi molto difficili li ha definiti questi il ministro Spadafora parlando del particolare momento che il mondo intero sta attraversando a causa della pandemia. «Sono molto legato al lavoro che state portando avanti – ha affermato il ministro Spadafora – Quello che state facendo fa la differenza. La vostra è una sfida contro tutti e tutto. In questo momento storico dobbiamo pensare alla salute dei nostri giovani, dobbiamo farlo con passione, amore, competenza. E voi lo state facendo. Essere sul territorio accanto alle ragazze e ai ragazzi è un segnale importante e straordinario».

Il ministro ha parlato di palestre e piscine in questo momento così complicato. «Lo sport in palestra e in piscina deve essere svolto in sicurezza – ha detto Spadafora – Non deve esserci una penalizzazione per il mondo dello sport ma ricordiamo che se poi tutti dovranno fare dei sacrifici, i sacrifici li faremo tutti».

Musacchia: non chiudiamo le palestre in regola

Luigi Musacchia, presidente del CSN Libertas, nel suo intervento ha ricordato il lavoro del Ministro per la riforma dello sport con la quale «si deve dare uno strumento reale allo sport sociale». Musacchia ha ricordato la differenza tra sport salutistico e sport agonistico spiegando che non deve essere escluso nessuno. «Dobbiamo realizzare l’obiettivo che è già stato individuato che è la salute pubblica, e questo progetto ci da la possibilità di farlo».

Discorso sulle palestre, tanto in voga in questi giorni di pandemia. «Occorre fare una distinzione su chi è in regola con i protocolli e chi non lo è – il pensiero del presidente Musacchia – Non si può pensare di chiudere, e quindi penalizzare, chi ha lavorato per la salute dei praticanti seguendo con scrupolo le regole dettare contro non solo agli sportivi ma anche alle società che hanno profuso sforzi e risorse per la salute degli sportivi».

Lo sport nei piccoli Comuni

Sport gratuito per i bimbi di periferia e a rischio disagio sociale, per incentivare l’attività motoria e combattere il rischio dell’isolamento, e una ricerca per la parità di genere sui campi da gioco, volano per costruzione di linee guida per gli ambiti sportivi contro ogni forma di discriminazione di genere: questi sono gli obiettivi dei due progetti presentati e al via proprio in questi giorni, progetti che saranno realizzati nei piccoli Comuni, quelli con meno di 10 mila abitanti.

Spesso sono proprio i bambini a pagare le conseguenze sui dubbi per la ripresa della scuola e dello sport, nonché sulla carenza di strutture e offerte sportive nei piccoli Comuni. Affinché questo non avvenga, i quattro Enti propongono un progetto sociale di promozione sportiva gratuita rivolta ai bambini residenti nei Comuni sotto i 10mila abitanti: 40mila i destinatari totali e 158 i Comuni coinvolti in tutta Italia.

La missione del progetto “Sport siamo Noi – Promuovere comunità coese attraverso lo sport di tutti” è quella di avviare alla pratica sportiva i bambini tra i 6 e gli 14 anni e le loro famiglie residenti nei piccoli Comuni italiani, promuovendo i valori della condivisione, il rispetto per l’ambiente e l’appartenenza al proprio territorio. I quattro Enti di promozione sportiva, capofila del progetto, supporteranno le amministrazioni comunali a organizzare attività costanti e continuative, di sport di base per tutti, con particolare attenzione ai giovani e alle famiglie con fragilità (socio economiche e inserite nel circuito della povertà educativa), utilizzando le aree e le infrastrutture pubbliche, per valorizzarne l’utilizzo da parte di tutti.

L’attenzione all’attività femminile

“Jump the gap“, il secondo progetto finanziato da Sport e Salute, è invece rivolto alle donne. Anch’esso è presentato da AiCS, ACSI, CSEN e LIBERTAS, in collaborazione con l’Università di Padova, ed è rivolto ad indagare il rapporto tra donne, sport e le barriere nella pratica sportiva di base. L’obiettivo sarà superare la disparità – il gap – tra uomini e donne nell’accesso allo sport per far sì che l’attività fisica sia davvero inclusiva e paritaria. Per farlo, una volta terminata la ricerca scientifica, il raggruppamento si propone di produrre un documento di linee guida indirizzate agli Enti e alle associazioni e società sportive per offrire conoscenze e strumenti utili ad abbattere le barriere; redigere un documento di “Committment to Action”, che rappresenterà un piano di azioni in grado di impegnare la dirigenza e i collaboratori sportivi in formazione e offerta sportiva a favore della parità.

A spiegare i progetti, con l’introduzione di Bruno Molea, presidente dell’AICS, che ha parlato della filosofia del lavoro e «del nuovo modo di intendere la promozione sportiva con l’importante novità che per la prima volta con Sport e Salute interagirà con noi Enti e, nel nostro caso, noi quattro rappresentiamo 4 milioni e mezzo di tesserati», è stata Valeria Gherardini, che è la coordinatrice del lavoro.

Dettagli importanti sui progetti che saranno realizzati sul territorio coinvolgendo i giovani e le loro famiglie in 18 discipline sportive attraverso, ha spiegato la coordinatrice, «i comitati provinciali degli Enti partecipanti al progetto. Ci rivolgiamo ai minori ogni settimana per sei mesi – ha aggiunto – e vi che dovranno occuparsi dell’organizzazione degli eventi».

Dettagliato il progetto dell’Università di Padova che il professor Turchi ha illustrato il lavoro che il suo ateneo intende perseguire per la ricerca che fornirà al Ministero dati importanti.

 

 



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