Metodo didattico attivo-operativo

Si è invece impostato un metodo didattico attivo-operativo (di matrice attivistica) basato sul motivare il bambino ad imparare attraverso l’induzione del bisogno di elaborare soluzioni a problemi posti che viene generato dalle esperienze del bambino stesso.

L’insegnante quindi diventa lo strumento che facilita al bambino l’individuazione dei problemi e delle soluzioni per risolverli, ma il bambino stesso diviene l’artefice ed il protagonista del processo di acquisizione e di rielaborazione del sapere. Nell’elaborazione del metodo didattico si è posta particolare attenzione alle seguenti caratteristiche del processo educativo:

  • funzionalità: cioè attitudine del processo educativo a stimolare e adottare i comportamenti suggeriti, o variazioni dei comportamenti già acquisiti nel senso indicato dal processo stesso;
  • adeguatezza: cioè aderenza del processo educativo alle caratteristiche degli studenti (età, capacità di apprendimento, livello cognitivo, stato psicologico e sociale, etc.);
  • motivazionalità: cioè coinvolgimento dell’alunno nel processo di apprendimento, partendo dal proprio vissuto esperienziale.

Questo al fine di promuovere un processo di apprendimento che permetta di acquisire nuovi comportamenti o di modificare precedenti comportamenti in maniera significativa e permanente. Tra le diverse modalità di apprendimento si è cercato di privilegiare un apprendimento per metacognizione, cioè basato sulle capacità che ha l’individuo di utilizzare al meglio le proprie strutture cognitive, scegliendo le strategie più adatte alle singole situazioni, verificando i risultati e valutando la propria conoscenza, fino ad arrivare a “imparare ad imparare”. Infine, crediamo che tutta la metodologia didattica utilizzata possa essere ben riassunta ed illustrata, in poche parole, dal seguente proverbio cinese: “Se lo dici, dimentico se mi fai vedere, ricordo se mi coinvolgi, capisco”.
La durata del programma educativo è di circa quattro ore – necessarie per la sua effettuazione in aula secondo i moduli forniti – più il tempo per la valutazione dell’apprendimento che può richiedere anche diversi giorni. La sezione relativa agli esercizi per mantenere il sistema muscolo-scheletrico in salute non sono computati nella durata complessiva del programma educativo ma potranno essere effettuati nei tempi e modi ritenuti più opportuni dall’insegnante.

La valutazione dell’apprendimento e della strategia metodologica/didattica che viene proposta consente di verificare, analizzare e giudicare l’efficacia del programma educativo.
La valutazione è stata strutturata in:

  • valutazione intermedia (relativa al singolo modulo di apprendimento);
  • valutazione finale (relativa all’intero processo educativo).

La valutazione avviene tramite:

  • la registrazione dei comportamenti degli alunni, effettuata dagli insegnanti, durante lo svolgimento del modulo ed al termine del programma educativo, al fine di valutare l’applicazione delle conoscenze trasmesse in termini di comportamenti conseguenti grazie agli apprendimenti e/o agli stimoli diretti (impiego delle nozioni fornite per l’applicazione nei comportamenti quotidiani);
  • le prove di tipo stimolo aperto/risposta aperta, cioè effettuazione da parte degli alunni di disegni ed elaborati sul tema del modulo educativo proposto, in cui lo stimolo consiste nelle nozioni fornite nell’area dei problemi ergonomici e la risposta dimostra la capacità del bambino di sintetizzare e raccordare le conoscenze acquisite;
  • il gioco sull’apprendimento, supportato da materiale cartaceo e video, da proporre alla fine dell’intero processo educativo per valutare le conoscenze acquisite. Al fine di rendere riconoscibile il programma educativo “Ergonomia a scuola – A scuola di Ergonomia” è stato creato un logo che, richiamando il precedente piano educativo, ne sintetizza gli aspetti salienti, cioè lo zainetto scolastico e la postura seduta al banco di scuola. Il logo, per la sua semplicità, permette al bambino un’associazione immediata ai concetti che il programma educativo propone.

 

di Enrico Fora



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