Intelligenza artificiale

robot a lavor

Una reale minaccia per l’umanità o un nuovo rinascimento?

Ogni giorno veniamo bombardati da spot pubblicitari che magnificano i prodigi della tecnologia al servizio dell’uomo: autovetture supercomputerizzate, elettrodomestici sempre più intelligenti, smartphone android con prestazioni sempre più sofisticate, robot domestici, da cucina, ecc. C’è stata infatti un’evoluzione nel campo della robotica, dell’intelligenza artificiale, dell’apprendimento automatico tale da gettare le basi per una nuova era di automazione più evoluta.  I risultati previsti da un punto di vista prettamente produttivo saranno rivolti alla crescita della produttività  grazie all’automazione mentre le attività lavorative si svolgeranno meglio e più a buon mercato.

In controtendenza sono i talk show televisivi che dibattono temi di attualità come il problema lavorativo da cui emerge una crescente preoccupazione nei confronti di una tecnologia sempre più intelligente in grado di sostituire le persone nei propri posti di lavoro. Infatti McKinsey Global Institute rivela che un esercito di robot è pronto a prendere il nostro posto ed eliminarci dal mondo del lavoro. Il 49% dei lavori svolti nel mondo da persone fisiche potranno essere automatizzati quando le tecnologie si saranno diffuse su scala globale.  Tale processo oltre alle attività lavorative di routine coinvolgerà anche i cosiddetti lavori di ingegno.

Il fenomeno annunciato in realtà è già accaduto nel ventesimo secolo con la trasformazione nel settore agricolo le cui conseguenze furono inizialmente disoccupazione di massa seguite dalla nascita di nuovi tipi di lavori. Anche se può sembrare paradossale a lanciare l’allarme è anche il re della tecnologia Bill Gates fondatore della Microsoft: “Non fidatevi della tecnologia nonostante io la produca”.   Ha affermato nel corso di una sessione su “Reddit” (la popolare bacheca di social news). Anche un altro personaggio di spicco nel mondo dell’informatica Stephen Hawking (esperto di tutte le dinamiche nel campo della tecnologia) mette in guardia su come una tecnologia sempre più evoluta possa sfuggire al controllo dell’uomo al punto di trasformarsi in una seria minaccia per la razza umana.      

Per scongiurare questo pericolo – secondo il Wall Street Journal  “Neuralink” (il nuovo progetto di Elon Musk fondatore di Tesla e Spacex)  starebbe progettando l’inserimento di piccoli elettrodi nell’encefalo che un giorno potrebbero caricare e scaricare pensieri. L’obiettivo di Elon Musk è infatti quello di far interagire umani e macchine per impedire che gli umani possano subire la supremazia delle intelligenze artificiali. Il collegamento del cervello dell’uomo ai sistemi verrà orientato in primis per curare malattie neuronali come l’epilessia e la depressione. Anche la scienza moderna teme che l’umanità possa subire irrimediabili conseguenze: anche la tecnologia – come la coscienza umana – nasconde dei lati oscuri.

Tuttavia nonostante le diverse opinioni e in alcuni casi le previsioni apocalittiche gli esseri umani sono e rimarranno indispensabili e – il guadagno in produttività – potrà essere raggiunto se gli uomini coopereranno con la tecnologia.

A sostegno del primato dell’essere umano si è espresso il prof. Ion Manzat della Facoltà di Psicologia di Bucarest con il suo libro “La psicologia sinergetica, alla ricerca dell’umano scomparso” (1999). L’autore spiega nel suo libro come la scienza ufficiale – colpevole di aver tralasciato l’essere umano ed il suo universo spirituale –   inizi a svegliarsi dal sonno dogmatico della razionalità. La psicologia sinergetica – spiega Manzat nel suo libro – concepisce l’essere umano come un universo dinamico, complesso e multidimensionale.

Con la capacità di autoorganizzazione, autotrasformazione, autosviluppo. La definizione “auto” fa riferimento alla presa di coscienza di sè ed alla presenza attiva ed eterna del Sè: generatore dell’organizzazione, della trasformazione e dello sviluppo della coscienza multidimensionale di cui si interessano da millenni antiche tradizioni di saggezza come lo yoga. A causa della tecnologia, della super industrializzazione, della cibernizzazione l’essere umano si è dissociato dal sè: quella luce misteriosa (prana secondo gli indiani, ch’i per i cinesi, ki per i giapponesi, pneuma per gli antichi greci) che orienta e spinge l’essere umano verso l’autorealizzazione.

E’ opportuno ricordare che il primo psicologo umanista che si è battuto per la dignità e la spiritualità dell’uomo è C. Gustav Jung cui fanno seguito Abraham Maslow, Carl Rogers ed Erich Fromm nella realizzazione della psicologia umanista americana. Potremmo pertanto ipotizzare come l’avvento della robotica possa rappresentare per l’uomo un’opportunità per avere “tempo”, per tornare a riflettere, meditare ed entrare in contatto con il sè in grado di sviluppare qualità superiori rimaste intrappolate in una coscienza ordinaria dove tutto è scontato, ripetitivo, meccanicistico. In sostanza la nascita di un nuovo umanesimo in cui trionfano la creatività, le nuove scienze, le arti, la bellezza, l’armonia ed il significato più profondo dell’esistenza. Un mondo migliore è possibile!

di Sabrina Parsi



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