Campagna di prevenzione ergonomica nelle scuole e nelle famiglie

Libertas: tutelare l’integrità psicofsica dei giovanissimi

Pubblichiamo la ricerca “Ergonomia a scuola –A scuola di ergonomia” effettuata dall’INAIL (Dipartimento Medicina del Lavoro: Direttore dott. Sergio Iavicoli). L’indagine è stata realizzata nell’ambito dell’attività del Piano di Ricerca triennale 2009/2011 dell’ISPESL le cui funzioni – con legge 30/7/2010 n. 122 di conversione con modificazioni del D.L. 78/2010 – sono state attribuite all’INAIL.

Programma educativo sull’ergonomia scolastica

In questo contesto l’ex ISPESL – Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del lavoro, ha già affrontato queste tematiche elaborando un Programma educativo sull’ergonomia scolastica rivolto ai bambini del secondo ciclo della scuola elementare che è stato proposto in diversi contesti scolastici con il coinvolgimento degli insegnanti e dei bambini, con l’obiettivo di diffondere le conoscenze sulla postura corretta da mantenere durante le ore trascorse a scuola e sulla movimentazione manuale dei carichi (lo zainetto).

L’idea era quella di elaborare un programma formativo sull’ergonomia scolastica, da fornire agli insegnanti delle scuole primarie, strutturato con strumenti didattici semplici e coinvolgenti che, facendo leva sulla creatività dei bambini, fossero in grado di sensibilizzare l’alunno ai problemi derivanti da un’inadeguata ergonomia scolastica, attraverso l’analisi delle proprie esperienze e l’acquisizione di semplici concetti di ergonomia.

Con il Decreto Legislativo 81/08 in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro l’ex ISPESL, come sancito dall’art. 9 comma 2f, si è fatto promotore di iniziative finalizzate alla promozione della cultura della salute e della sicurezza nelle scuole realizzando specifici pacchetti formativi.

In questo contesto è stato realizzato uno specifico Modulo Didattico dedicato all’ergonomia scolastica intitolato “Ergonomia a scuola – A scuola di ergonomia” nato come aggiornamento del Programma educativo del 2002 e contestuale riedizione dell’opuscolo “Ergonomia a scuola” prodotto nel 2004.

IL NUOVO MODULO DIDATTICO “ERGONOMIA A SCUOLA – A SCUOLA DI ERGONOMIA”

Scuola e didatticaIl nuovo modulo didattico “Ergonomia a scuola – A scuola di ergonomia”, ha volutamente introdotto il concetto nuovo “A scuola di Ergonomia” per sottolineare l’importanza della scuola come luogo di promozione e divulgazione della cultura ergonomica.

Aggiornato sia nei contenuti sulla tematica che in attività didattiche da realizzare in classe con il supporto dell’insegnante, il nuovo modulo didattico è stato oggetto di sperimentazione in alcune scuole primarie romane ed ha contribuito alla realizzazione di eventi didattici presso i campi scuola della provincia de L’Aquila (AQ) dopo l’evento sismico del 2009 nell’ambito della campagna di informazione e formazione dell’ex ISPESL per l’Abruzzo “Prevenzione e sicurezza nella ricostruzione”.

Il termine “Ergonomia” deriva dalle parole greche “ergon” (lavoro) e “nomos” (legge). Uno dei principali obiettivi dell’ergonomia è quello di migliorare un ambiente attraverso un uso diverso delle tecnologie già presenti oppure l’introduzione di nuove tecnologie. La ricerca scientifica ha dimostrato che alcuni problemi legati alla sicurezza e alla salute sono risolvibili grazie all’ergonomia, tanto che sono stati emessi numerosi standard normativi atti a formalizzare i principi di tale disciplina.

Prevenzione ergonomica e yoga

Fra i giovanissimi che frequentano la scuola primaria è allarmante la percentuale di patologie posturali (mal di schiena, scoliosi, iperlordosi lombare, ecc.) causate da banchi non ergonomici. Zainetti scolastici eccessivamente pesanti alterano le curve fisiologiche della colonna vertebrale (cifosi dorsale e lordosi lombare). I conseguenti e dispendiosi interventi correttivi delle famiglie incidono in modo esorbitante sul piano sanitario nazionale.

L’ ergonomia può essere sussidiata dallo yoga: un humus millenario per prevenire nella scuola le patologie posturali, per gestire le emozioni con le pratiche del pranayama, per agevolare relazioni empatiche interpersonali (antidoto contro i fenomeni degenerativi di emarginazione e di bullismo).



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