La riforma del lavoro sportivo in sintesi

Il  7 luglio 2022 il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, uno Schema di Decreto Legislativo per il lavoro sportivo, che va a modificare il D.LGS 36 2021 , uno dei decreti attuativi della riforma dello sport prevista dall’art. 5 legge 86 2019.

Il nuovo  provvedimento è un tentativo di  introdurre  misure di semplificazione e di contenimento degli oneri (contributivi e fiscali), per le prestazioni professionali, al fine di rendere l’impatto della riforma del 2021  più sostenibile per le  associazioni  le società dilettantistiche. 

Molti sono ancora i quesiti aperti su come sostenere il mondo dell’associazionismo sportivo, in questo processo di transizione verso un nuovo assetto normativo, ma certamente è importante sottolineare la volontà espressa finora di semplificare il quadro del lavoro sportivo, e l’impegno costante della Sottosegretaria Vezzali.” – ha sottolineato il Presidente Pantano- “E’ infatti fondamentale riuscire a mettere insieme la necessità di regolamentare e dare piena dignità al lavoro sportivo, con le difficoltà concrete e quotidiane che le associazioni affrontano in termini di sostenibilità finanziaria.”

Prosegue Pantano: “E’ quindi una priorità affrontare con responsabilità ed equilibrio le grandi urgenze del mondo sportivo, con un’attenzione che non sia temporanea o legata  esclusivamente a tematiche di ordine fiscali e previdenziale. In una società che sta affrontando una crisi materiale e di valori significativa, lo sport è welfare e cultura. Il mondo delle piccole associazioni, che sono la struttura portante dello sport come rete sociale, non può essere lasciato solo ad affrontare problemi materiali determinanti, come il caro energia e l’inadeguatezza delle infrastrutture sportive. Su questo tema noi come Libertas ci impegneremo a proseguire il dialogo e la collaborazione costante con le istituzioni.” 

I volontari: non ci sarà più la figura ibrida dell’amatore, sostituita da quella del volontario puro, in piena sintonia con la riforma del terzo settore. IL volontario presta la propria opera a titolo esclusivamente gratuito. Nei suoi confronti potrà essere riconosciuto soltanto il rimborso delle spese vive sostenute e documentate per attività svolta in nome e per conto della sportiva. Per i volontari si amplia la copertura assicurativa con la previsione di una nuova copertura per la responsabilità civile. Nel caso in cui il volontario sia anche un pubblico dipendente, dovrà semplicemente comunicare all’Amministrazione di appartenenza lo svolgimento di una attività sportiva. Qualora, invece, svolga attività a titolo oneroso dovrà essere espressamente autorizzato.

I lavoratori: i soggetti che svolgono una prestazione di carattere sportivo a titolo oneroso sono tutti considerati “lavoratori” e si distinguono in lavoratori sportivi e in collaboratori amministrativo – gestionali.

Rientrano nella categoria dei lavoratori sportivi: atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici, direttori di gara  e tutti gli altri tesserati che svolgono a titolo oneroso una mansione rientrante, sulla base dei regolamenti dei singoli enti affilianti, tra quelle necessarie per lo svolgimento di una attività sportiva.

Rimangono, invece, “amministrativo – gestionali” tutti coloro i quali si occupano, come già ora, a titolo oneroso, delle attività per l’appunto amministrative dei sodalizi sportivi.

La disciplina è omogenea per entrambe le categorie di soggetti e segue un criterio legato alla fascia di compenso:

  • fino a € 5.000 ( secondo le statistiche sono l’’80% dei percettori). Per questa prima fascia la marginalità del compenso indica l’assenza di continuità nella prestazione sportiva, da cui l’esclusione da ogni ritenuta fiscale e previdenziale. Nei confronti di questi lavoratori l’unico onere  è la trasmissione della Certificazione Unica a fine anno.
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  • fino a € 15.000 solo contributi previdenziali. Il compenso assumerà rilievo ai fini fiscali solo al superamento di € 15.000. In presenza di elargizioni aventi natura premiale (non negoziate ma legate al raggiungimento di determinati risultati agonistici), queste cifre saranno soggette solo ad una ritenuta del 20% a titolo di imposta senza cumularsi con gli altri redditi.

Il profilo lavoristico: per i soggetti che percepiscono somme maggiori di €5.000 sarà necessario inquadrare il rapporto sotto il profilo lavoristico, che potrà essere di natura subordinata, autonoma o di collaborazione coordinata e continuativa. Per facilitare l’inquadramento in tutti quei casi in cui l’attività sportiva sia a ridotta intensità, ovvero non occupi più di 18 ore settimanali, al netto del tempo necessario per lo svolgimento della attività agonistica, è stata introdotta una presunzione in favore del co.co.co. In caso di lavoratore autonomo le aliquote previdenziali applicabili (il versamento deve avvenire presso la gestione separata Inps)  saranno, al netto di quelle assistenziali: il 25% per esercenti arti e professioni che svolgono questa come unica attività e il 24% per quelli che hanno un’ altra  posizione previdenziale attiva. Per i primi cinque anni la contribuzione previdenziale si applica solo al 50% del compenso.

Adempimenti amministrativi: vengono previste importanti e significative semplificazioni. I dati del rapporto di lavoro sportivo nell’area del dilettantismo vengono comunicati al nuovo Registro della attività sportive dilettantistiche disciplinato dal D.Lgs. n.39/21 e questa comunicazione equivale a tutti gli effetti alla comunicazione al centro per l’impiego (non sono soggetti a tale obbligo i rapporti con compensi fino a € 5.000)

NB: I soggetti che non sono né lavoratori sportivi, né amministrativo-gestionali, come addetti alle pulizie, alla guardiania, ai posti di ristoro, agli shop all’interno degli impianti sportivi o agli animatori dei centri vacanze, dovranno essere disciplinati sulla base delle norme generali del diritto del lavoro essendo estranei alla disciplina in esame.

Tesseramento atleti: viene anticipata al 31 luglio 2022 l’abrogazione di ogni limite al tesseramento degli atleti (il c.d. vincolo). Questo implica  che il rinnovo annuale del tesseramento dovrà necessariamente avvenire con l’esplicita adesione dell’atleta.



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