Dirigenti on line, la risposta Libertas all’emergenza

La necessità aguzza l’ingegno, sosteneva un antico proverbio e la vita è piena di episodi che dimostrano quante pillole di verità si possano trovare anche in questa come in tante massime tramandateci dalla saggezza popolare. Un ingegno che rimanda istintivamente allo spirito di creatività ma che si presta pure a letture più conservative, diventando idealmente sinonimo di realismo, concretezza, capacità di adattamento. Qualità, soprattutto quest’ultima, essenziali quando le cose si complicano e quello che appena poco tempo prima si poteva considerare un normale viaggio di routine, all’improvviso si trasforma in un percorso tortuoso se non addirittura impraticabile.

Sono proprio questi i casi in cui bisogna saper cambiar marcia, senza rinunciare ad agire ma imparando a muoversi nei tempi e modi che le nuove circostanze richiedono: esattamente quello che ha fatto nel suo piccolo la Libertas di fronte al ciclone covid che sta sconvolgendo l’intero mondo e di conseguenza anche il pianeta sport. Si è fermata quando ha dovuto fermarsi, è ripartita non appena ce n’è stata l’opportunità e adesso è pronta ad affrontare la nuova stagione, ovviamente nella misura consentita dal momento emergenziale tuttora pienamente in corso e pur in mezzo a mille dubbi e incertezze su quello che ci attende nel futuro immediato. Rispettando le norme e cambiando laddove è necessario cambiare. Un piccolo ma significativo esempio: PRONTO DIRIGENTI, il tradizionale appuntamento autunnale con cui rimettere in moto la macchina organizzativa dopo l’estate, che non era consigliabile effettuare “in presenza”, vista la situazione sanitaria attuale, ma non per questo è saltato bensì si è trasformato in DIRIGENTI ON LINE e si è svolto, organizzato dal Centro Provinciale Libertas di Torino, il 15 ottobre scorso in modalità video-conferenza.

E’ stato proprio il presidente Fulvio Martinetti, confermato il mese scorso al timone del Centro, a fare gli onori di casa aprendo e chiudendo i lavori, ai quali sono stati invitati a partecipare anche i dirigenti-guida degli altri Provinciali. Il tutto in un’atmosfera sorprendentemente coinvolgente, nonostante la modalità video e l’orario serale, impreziosita sul finale anche dal saluto di Enrica Lanza, a sua volta confermata a settembre alla presidenza del Centro Regionale Libertas del Piemonte, e dal piacevole fuori programma dell’intervento di Gianfranco Porqueddu, presidente del CONI piemontese che, sfoggiando l’abituale efficacia dialettica, ha ricordato con orgoglio i suoi trascorsi in Libertas e non ha mancato di commentare, anche con qualche frecciatina, l’attuale delicato rapporto sport-politica, in continua evoluzione e quasi mai foriero di buone notizie per chi si occupa dell’attività di base.

Un argomento, questo, trattato sotto altri profili anche dalla dottoressa commercialista Cristiana Massarenti, esperta di Enti No Profit e Terzo Settore che ha analizzato il DPCM del 13 ottobre scorso e si è soffermata sulle misure fiscali introdotte in questi ultimi mesi a causa del covid, non nascondendo a sua volta una certa preoccupazione per la crescente difficoltà a coniugare le normative vigenti e in arrivo con l’applicazione delle stesse alla realtà dell’associazionismo sportivo.

Prima della sua relazione, DIRIGENTI ON LINE aveva ospitato anche quella del dottor Walter Bonino, dirigente dello Shokotan Karate Cavallermaggiore A.S.D. ma in questo caso soprattutto nelle vesti di esperto in sicurezza sui posti di lavoro che ha trattato, con dovizia di particolari ma al tempo stesso sintetica chiarezza, la normativa emergenziale da adottare per fare sport in epoca covid e le procedure concrete alle quali affidarsi.

Nel corso della serata è stato inoltre illustrato un altro interessante progetto della Libertas torinese: rafforzare l’incisività della propria comunicazione e di conseguenza la sua visibilità, partendo dalla consapevolezza di come nella società attuale, sempre più mediatica e tecnologica, far sapere all’esterno ciò che si fa a volte diventa addirittura più importante che farlo. Anche e soprattutto in un momento storicamente delicato come quello scatenato dal covid, quando cioè la paura e la diffidenza prendono comprensibilmente il sopravvento pure sulla voglia di fare sport ed è quindi necessario oltreché doveroso interagire il più possibile con l’utente, mettendolo al corrente della propria attività e di come questa venga progettata e sviluppata nel pieno rispetto del contesto globale, a cominciare dalle norme di sicurezza e dagli stop imposti dall’evolversi della situazione pandemica.

Perché la necessità aguzza l’ingegno: e se lo dicevano i nostri vecchi, che di emergenze ne hanno viste e vissute tante, possiamo crederci anche noi!



Lascia un commento