Dialogo aperto fra sede centrale e territorio per un processo di autoriforma

Dalle risoluzioni assembleari di Riccione è emersa l’esigenza di una nuova metodologia progettuale ed organizzativa per l’immediato futuro. Occorre verificare se le strutture e le risorse sono adeguate alla rapida evoluzione dei contesti (sportivi, sociali, culturali, ambientali, ecc.) in cui opera la Libertas. La metodologia del cambiamento passa attraverso una diversa, moderna, funzionale cultura associativa: progetti finalizzati, lavoro in rete, trasparenza amministrativa, definizione “preventiva e tempestiva” degli obiettivi da quelli generali a quelli specifici. Sono i primi, positivi segnali che hanno avviato una democrazia partecipativa nella collegialità delle scelte, nella responsabilizzazione del quadro dirigente, nella proficua vivacità di una dialettica orizzontale. La Direzione Nazionale della Libertas ha avviato una riflessione sul progetto associativo che coinvolgerà tutte le strutture (centrali e periferiche) del nostro movimento.

Forte di un patrimonio ideale, tecnico, umano che cresce nel tempo, sostenuta dal consenso di un consolidato zoccolo duro di sodalizi, saldamente ancorata ai valori della matrice cristiana, la Libertas definisce le linee politiche e programmatiche che consentiranno di svolgere un ruolo protagonista sui nuovi scenari della promozione sportiva e dell’associazionismo sociale. La Libertas intende attuare un reale processo di decentramento con la consapevolezza che l’unitarietà non si realizza con alchimie più o meno aggiornate di centralizzazione delle funzioni decisionali e gestionali, con rigide gerarchie tra i livelli e le strutture, con un anacronistico verticismo scollato dalla realtà territoriale. Una moderna organizzazione policentrica – in sintonia con le politiche regionalistiche dell’Unione Europea – si sviluppa con la diffusione articolata e condivisa di ruoli e di rappresentanze, capace di decentrare effettivi poteri e responsabilità.

Si avverte l’esigenza di valorizzare le istanze dal basso e la pluralità delle esperienze associative. Con questa motivazione è stato avviato uno screening su tutto il territorio nazionale per una capillare indagine conoscitiva che faccia emergere le peculiarità e le criticità dei centri territoriali Libertas. E’ il momento di fare tutti insieme un salto di qualità al fine di realizzare una metodologia di lavoro per evolvere dalla cultura ormai anacronistica dell’assistenzialismo a quella della condivisione consapevole. Sullo sport convergono ormai grandi interessi e conseguentemente si richiedono codici comportamentali ineccepibili. Pertanto siamo tutti chiamati a tutelare l’immagine della Libertas dall’elaborazione progettuale alla cogestione organizzativa ed amministrativa nel pieno rispetto delle regole che dovranno articolare le relazioni fra la Direzione Nazionale ed i Centri territoriali.

La trasparenza e la correttezza sono le basi indispensabili per attuare un vero processo di autoriforma e per rilanciare una proposta associativa qualificata, competitiva, integrata nelle dinamiche del territorio.

Prof. Luigi Musacchia

Presidente Nazionale Libertas



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