Conferenza Programmatica sulla Promozione Sportiva. Possibilità, valori e futuro di un mondo in crescita

Una giornata fondamentale per lo sport sociale, un incontro per comprendere davvero quanto conta il mondo della Promozione Sportiva.

E quando diciamo “conta”, ci stiamo riferendo ai numeri “pesanti” di un settore che muove una economia, di indotto sul territorio, e di risparmio nelle casse dello Stato, capace di incidere fortemente sul sistema Paese.

E ancora, i numeri delle risorse lavoro che provengono dal volontariato, oltre un miliardo di euro, o della incidenza degli enti sul totale dei praticanti sportivi che arriva all’87,5% nella fascia di età tra i 14 e i 17 anni, e del 40% sul totale dei praticanti.

Questi dati, elaborati dal Centro di Ricerche sullo Sport dell’Università di Parma, su iniziativa dell’Osservatorio sulla Promozione Sportiva di cui la Libertas fa parte, sono stati il punto di partenza per una riflessione profonda sulla direzione da prendere.

Ad aprire la giornata di oggi al Salone d’Onore del Coni, il Presidente Giovanni Malagò, che non ha taciuto sulle difficoltà che gli Enti hanno incontrato negli equilibri del settore sportivo italiano, ribadendo  che senza lo sport sociale non sarebbe stato possibile costruire un meccanismo sportivo così complesso, come quello italiano.

Ma veniamo alla domanda che tutti si pongono: quale futuro attende lo “sport per tutti”?

Per provare a rispondere, in rappresentanza  degli Enti promotori della Conferenza, gli interventi del Presidente Bruno Molea (AICS) e del Senatore Claudio Barbaro (ASI), che hanno messo al centro del discorso il valore esperienziale e formativo dello sport di base, un valore non certo retorico ma fatto di numeri , di ragazzi sottratti alle mafie, di riduzione dei disagi sociali, di sostegno alle famiglie e anche di economia di mercato dai volumi impressionanti.

“ Gli Enti rappresentano una realtà fortemente radicata, un vero e proprio tessuto dello sport, una trama molto reale che permette di incontrare l’esperienza sportiva nella quotidianità. Noi rappresentiamo il diritto a non essere campioni , ad integrare lo sport nella vita e nei percorsi di crescita della società. Valore sociale, testimonianza di cittadinanza attiva ma anche mercato potenziale, risparmio statale, possibilità occupazionale, questa è la fotografia di un mondo che esiste e incide sulla qualità della vita di molti”, con queste parole il Presidente della Libertas, Luigi Musacchia ha voluto rafforzare una idea chiara di benessere, socialità e determinazione.

Molti gli interventi che si sono susseguiti,  da quello prezioso di Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale di Special  Olympics, che ha parlato di un percorso condiviso con gli Enti, che passi dalla integrazione alla inclusione, quindi istruttori unici, spazi unici, per uno sport che attinga dalle risorse di tutti.  A Daniele Masala, olimpionico, che ha portato un contributo significativo sottolineando il  ruolo di educatore del tecnico sportivo, un lavoro differente da quello di allenatore, un ruolo capace di diventare tassello dei percorsi educativi dei ragazzi.

E ancora l’Avv. Guido Valori, che ha messo il focus sulla capacità di vivere il cambiamento, partendo dalla qualità delle offerte del nostro settore, con la formazione di dirigenti e tecnici, come passaggio fondamentale per affrontare digitalizzazione e consapevolezza degli utenti. L’importanza di sapere leggere i numeri del futuro e le segmentazioni di domani è la chiave, dice Valori, per interpretare la trasformazione e guardare oltre le difficoltà. Un esempio? L’impatto che avrà la crescita del segmento degli ultra sessantenni da qui a trent’anni sull’offerta di attività sportiva. Una sfida dunque che si vince con la velocità di adattamento, e come sempre avviene per i cambiamenti sistemici, di anticipare i tempi.

In questo senso anche l’intervento di Roberto Ghiretti, Docente Mastersport  che ha chiarito la sua visione di società sportiva come agenzia educativa reale, e la necessità di  flessibilità di fronte alle trasformazioni. Le potenzialità sociali dello sport emergono dalla osservazione anche di realtà lontane da noi, come nel caso dell’esperimento fatto dall’Islanda, citato da Ghiretti,  che ha attuato  un programma di educazione sportiva che è stato in grado di incidere in modo significativo sul consumo di alcool e droghe nei ragazzi. Esempi,solo apparentemente distanti in termini di consapevolezza di welfare,  ma vicinissimi se interpretati correttamente.

A conclusione dei lavori, l’intervento del Sottosegretario Giancarlo Giorgetti che pur non entrando nei dettagli delle fasi operative della recentissima Riforma, ha ribadito che la visione sociale è, e sarà centrale. Una visione che presterà attenzione al ruolo di coesione territoriale e sostegno alle famiglie che è l’anima e l’ossatura della Promozione Sportiva italiana.



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