Ci lascia Davide Sacchi. Un simbolo insostituibile della ginnastica novarese e del mondo Libertas

La ginnastica è stata la sua famiglia e la sua vita. A 93 anni, in punta di piedi, Davide Sacchi se n’è andato. Un lutto per il mondo della ginnastica artistica e per lo sport novarese del quale il “siur” Davide è stato un punto di riferimento importante essendo stato non solo un maestro ma il fondatore della Libertas Novara. Davide Sacchi è morto martedì alla casa di cura «Prantone» a Moncrivello, in provincia di Vercelli, dopo un breve ricovero all’Ospedale di Novara.

Lavoro e sport, casa e lavoro si può dire di questo appassionato fondatore non solo della Libertas ma di una vera dinastia nella ginnastica visto che figli, Donatella e Andrea, e nipoti hanno seguito la sua strada senza dimenticare l’apporto della moglie Mariuccia Ardemagni scomparsa quattro anni fa. La figlia Donatella, difatti, è stata azzurra della specialità e ha gareggiato alle Olimpiadi di Montreal del 1976 e l’anno precedente, il 1975, ha conquistato la medaglia d’oro a squadre ai Giochi del Mediterraneo prima di occuparsi di allenamento sia con il suo sodalizio che con la Federazione italiana. Donatella attualmente è presidente mondiale del Comitato tecnico della ginnastica artistica mentre il fratello Andrea, anche lui ex atleta, è stato allenatore della nazionale maschile o gli si occupa della formazione dei giovani della Ginnastica Libertas Vercelli.

Davide Sacchi nella vita è stato un gran lavoratore e si è occupato, per oltre quarant’anni, di telefoni. Era entrato giovanissimo, a 14 anni, alla Stipel diventata poi Sip, l’antesignana della Tim, diventando Capo Centrale. In grembiule nero, Davide comandava la sua squadra di operai che controllavano la centrale telefonica di Novara prima di uscire di scena, con l’avvento delle nuove tecnologia, nel 1984, anno della pensione.

Riccardo Agabio, ex presidente della Federginnastica e prima direttore tecnico della nazionale, ha lavorato con Sacchi. «Insieme alla moglie Mariuccia ha dato, negli anni Settanta-Ottanta, un impulso straordinario alla ginnastica – ha affermato Agabio – facendo davvero la storia del movimento. Era un uomo che poteva apparire poco socievole ma pieno di interessi e di passione. Non avevamo, spesso, le stesse vedute io e lui ma collaboravamo. Si dedicava come pochi alla famiglia e allo sport e credo che per la ginnastica azzurra e per il mondo Libertas l’addio di Davide è una perdita importante».

Uomo di poche parole, come ha ricordato Riccardo Agabio, Davide Sacchi ha cominciato a insegnare ginnastica nella palestra della Pro Novara, nel vecchio stadio di via Alcarotti. Erano gli anni Quaranta. Poi, nel 1956, insieme alla moglie ha chiuso il rapporto con la Pro Novara per fondare la Libertas Ginnastica Novara. Quale riconoscimento per i loro risultati, importanti, nel 2008 alla coppia è stato attribuito i premio «Gorla, una vita per lo sport» dal Coni.

Ricordando gli anni degli albori, di quel 1956, la signora Mariuccia prima di andarsene spiegò che «eravamo come carbonari. Io e mio marito con gli istruttori Mario Garanzini e Giovanni Patrucchi uscimmo dalla Pro Novara per dare vita alla Ginnastica Libertas. I maschi andavano con Davide sulle rive dell’Agogna o al Tiro a Segno; le ragazze venivano a casa nostra. Non avevamo più orari familiari, la nostra casa era diventata una palestra».



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