Si fa presto a dire social. Ma sappiamo parlare la lingua giusta?

Proprio così, il linguaggio dei social è molto simile ad una lingua straniera.

Regole, grammatica, modi di dire, da apprendere e su cui esercitarsi.

Materia da nativi digitali, ma per gli altri? Per chi sta migrando verso il digitale ed è nato con la TV?

Per i “migranti” digitali lo sforzo è maggiore e significa rivoluzionare il concetto di pubblicità basato sulla comunicazione “push” dallo stile televisivo: siamo i migliori, qualità garantita, certificata esperienza.

Vi dicono niente questi slogan?

Tutto superato dalla partecipazione e dal confronto continuo del consumatore sul web.

Abbiamo parlato di “lingue straniere”, vediamo nel dettaglio allora le caratteristiche dei principali canali social.

Twitter: marketing istantaneo.

I “cinguettii” sono uno strumento utile per raccontare esperienze vissute praticamente nell’istante in cui accadono. Nello sport possono caratterizzare una risorsa importante proprio per la caratteristica del tempo reale. Per una ASD può rappresentare una valida alternativa ai comunicati stampa. Altra risorsa di twitter è la conversazione spontanea su temi specifici, questo significa poter intervenire come “brand” su temi che ci interessano, e intercettare le opinioni che ci coinvolgono.

Facebook: costruire opinioni.

Si sa, Facebook è ormai la quintessenza del marketing, il più potente mezzo per sfruttare le potenzialità della rete.  Uno dei “luoghi” più abitati del pianeta web in cui si fondono vita reale e digitale. Qui emergono le opinioni più sentite, il cosiddetto “sentiment” nei confronti di aziende, prodotti, opinioni e gusti. Ma la quantità di dati e informazioni che circolano rendono ormai necessario un investimento in advertising  a causa della saturazione del mezzo. E’ quindi utile destinare un budget agli annunci indirizzati a target specifici e potenzialmente interessati. Tutto da sfruttare il Facebbok Live durante gli eventi sportivi, e il Marketplace per materiale brandizzato.

Instagram: emozioni riconoscibili.

Conoscenza e diffusione del Brand, questa la sintesi delle sue potenzialità. La piattaforma è perfetta per diffondere i valori e l’entusiasmo del mondo sportivo. Le immagini raccontano la partecipazione e il senso di appartenenza.

Snapchat: per i giovanissimi.

Chi lo ama e chi lo odia, ma bisogna riconoscergli la capacità in individuare un target molto giovane e interessato. Lo sport ha ancora un utilizzo limitato di questo social ma le cose potrebbero cambiare.

LinkedIn: piattaforma di contenuti.

Non si può parlare di LinkedIn senza fare un riferimento a LinkedIn Pulse, una risorsa che si divide in gruppi, pagine aziendali e blogging. Simile a Facebook? Sì,ma la particolarità di LinkedIn è quello di ospitare un target di professionisti di diverse discipline e settori, persone fortemente competenti e interessate ad un determinato ambito. Lo sport trova il suo luogo ideale nei profili degli atleti, dei tecnici, allenatori, addetti stampa e dirigenti, che raccontano le loro esperienze.

Può essere quindi un mezzo di valore in cui portare la propria esperienza professionale come associazione sportiva.



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