Prospettive, impegno, futuro. La Libertas nel 2019

La Libertas giunge al 2019 con una lunga teoria di successi conseguiti nell’arco di dodici mesi di intenso lavoro svolto dalla struttura centrale, dalle sedi territoriali (Centri Regionali, Provinciali, Comunali) e dalla rete integrata delle società sportive dilettantistiche e dei circoli polivalenti. Si avverte un cambio di passo che velocizza i tempi di elaborazione e di organizzazione.

Siamo consapevoli delle nostre potenzialità ed intendiamo cavalcare l’abbrivo del 2018 per confermare nel nuovo anno una linea di tendenza: aprire il confronto dialettico con la base associativa affinché il progetto associativo sia sempre più partecipato e condiviso. Abbiamo rivitalizzato una spinta creativa che ci spinge verso nuovi territori di ricerca e di sperimentazione.

Senza dubbio la nostra proposta associativa è diventata più dinamica ed incisiva nell’area della promozione sportiva e nell’area del welfare. Occorre ora calibrare una linea progettuale che sia in sintonia con la nuova domanda che emerge dalla società. Lo sport è sempre più interconnesso con la cultura, la tutela ambientale, le politiche sociali con un particolare riferimento ai diritti civili.

Essere presenti sul territorio significa monitorare a tutto campo le istanze della cittadinanza, mantenere sempre aperti i canali della comunicazione e del dialogo con tutte le componenti che operano nel tessuto sociale. Alla vigilia del 2019 registriamo segnali positivi. Cresce considerevolmente il numero delle nuove adesioni e cresce anche l’interlocuzione con i localismi, le regioni e le istituzioni.

E’ il momento di scegliere, di coinvolgere, di condividere. La Libertas deve vivere attivamente la contemporaneità per inserirsi tempestivamente nelle grandi campagne di sensibilizzazione. Pertanto occorre individuare le motivazioni giuste per diventare protagonisti su temi di scottante attualità. Essere in prima linea significa qualificare l’immagine e misurarsi con altre espressioni dell’associazionismo che tentano di monopolizzare l’attenzione dei media.

La nostra linea progettuale deve necessariamente diventare competitiva se vuole cogliere le opportunità, incidere sulle scelte, legittimare uno spazio di qualità nei cartelli accreditati presso le istituzioni. Dobbiamo costruire reti di alleanze e di solidarietà al fine di condividere percorsi di cittadinanza attiva e di coesione sociale.

Abbiamo scritto pagine prestigiose negli annali dello sport azzurro. Il nostro movimento ha le carte in regola per giocare un ruolo di primissimo piano nelle politiche sportive, sociali, culturali ed ambientali del nostro Paese. Non possiamo e non dobbiamo rallentare proprio nel momento più propizio della nostra evoluzione.



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