Il prodotto sportivo. Studio del posizionamento

Quali sono le priorità per  organizzare uno studio analitico sulle potenzialità di una ASD o SSD?

Apparentemente niente di nuovo: studiare il mercato e il target di riferimento. Un concetto che può sembrare scontato ma che nella pratica può creare difficoltà. Un modo semplice per costruire una azione di marketing in concreto, parte da pochi passi fondamentali. Vediamoli:

  • Analisi del target. Chi frequenta la mia associazione? Quali sono i bisogni del mio “cliente”?
  • Fissare alcuni punti chiari per fornire un servizio e misurarne i risultati.
  • Definizione delle attività che mettono in atto la strategia
  • Obiettivi misurabili

E’ chiaro, le ASD non sono enti commerciali, e il concetto di cliente non è quello “classico”, ma l’importanza di trattarlo come tale è evidente. Per questo motivo la segreteria, o chiunque si relazioni in maniera diretta con il pubblico, deve avere un’attenzione particolare alla relazione, valutare il grado di soddisfazione e stabilire una comunicazione basata sulla fiducia e sul servizio offerto.

Raccogliere più informazioni possibili sui propri soci e tesserati, anche durante una semplice conversazione è lo strumento più efficace per calibrare l’insieme delle attività, “cucendole” sulle aspettative e sugli interessi degli iscritti.

Nel decidere il tipo di servizi da offrire è necessario osservare il comportamento dei concorrenti (le associazioni più vicine), individuando realtà con caratteristiche simili per valutarne punti di forza e di debolezza rispetto alla nostre specificità.

Un esempio banale può essere quello di suddividere il target in piccoli gruppi omogenei e valutare l’offerta dei  competitors sul territorio di riferimento:

  • Chi pratica attività per migliorare la forma fisica
  • Chi vuole imparare una disciplina sportiva
  • Chi vuole divertirsi e impegnare il tempo libero

Questi sottogruppi hanno probabilmente orari ed età differenti  e possono essere un punto di partenza semplice su cui costruire strategie diverse.

Per formulare la strategia migliore è necessario”guardarsi intorno”, non solo a livello locale ma, in generale, sul territorio nazionale, per individuare nuove discipline e attività vincenti per provare a dimensionarle sulla  propria associazione.

Anche gli insuccessi meritano la giusta attenzione, un punto di forza si può nascondere anche dietro le case history negative. Infatti, imparare dagli errori degli altri permette di non sbagliare i tempi o il pubblico di riferimento.

Una associazione che abbia voglia di fornire una esperienza completa ai propri soci,  potrebbe, ad esempio, valutare la possibilità di un servizio clienti che strutturi iniziative a supporto delle attività, come il medico sportivo o il dietologo in sede,fino a pensare ad uno psicologo o un mental coach per incontri tematici. Tutto ciò senza dimenticare la propria storia e la propria peculiarità che resta sempre e comunque il valore centrale e il più solido dei punti di partenza.



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