Il Presidente Luigi Musacchia interviene agli Stati Generali dello Sport: chiarezza legislativa e ruoli definiti

Nella seconda sessione dei lavori degli Stati Generali dello Sport, l’intervento del Presidente della Libertas Luigi Musacchia. Una nota sui temi  e sulle problematiche che l’intero sistema sportivo si trova ad affrontare.

Le parole del Presidente:

 Premesso che la Libertas condivide il concetto di autonomia dello Sport, e che questa vada tutelata “ in armonia con i principi dell’ordinamento sportivo internazionale” e secondo gli indirizzi del CIO e del CONI, tale autonomia, non può però comportare atteggiamenti surrettizi, talvolta limitativi del libero esercizio dell’espressione psico-motoria del cittadino.

Ricondurre agli obiettivi olimpici, e solo ad essi, la questione sportiva, comporta l’approdo ad una falsa e capziosa dicotomia tra Sport e Attività Fisica.

Per costruire una cultura sportiva, un’educazione allo sport, un benessere diffuso in tutte le classi sociali, con l’assunzione di corretti stili di vita, attraverso la condivisione e l’integrazione sociale, occorre una politica sportiva che persegua obiettivi pianificati, seppur integrati, che individuino con chiarezza “Chi fa che cosa!”

Il CONI  e le FSN  hanno prodotto ottimi risultati in tutte le sedi delle competizioni internazionali e mondiali.

Il processo di programmazione e la pianificazione degli interventi hanno consentito di raggiungere il successo, mettendo al centro

la cura dell’Eccellenza.

Ma circa otto milioni di sportivi[1], amatori, anonimi praticanti, senza differenza di età, sesso e condizione sociale, spesso gli esclusi dalla selezione dell’attività agonistica, costituiscono il bacino di riferimento della domanda sportiva latente .

L’espansione di tale bacino è decisiva per diminuire le sacche di inattività , che rappresentano in Italia il 72% ed in Europa il 46% (dati dell’Eurobarometro).

Sarà un caso, ma ove aumenta il Welfare diminuisce l’inattività!

 Fare chiarezza! Chi fa che cosa!

Questa la richiesta che da molti, forse troppi, anni, il mondo della promozione sportiva rivolge alle Istituzioni, Parlamento e Governo.

Una “legge Quadro” per lo Sport che fissi con chiarezza ruoli, requisiti e competenze.

 Una legge che definisca cosa significa “Dilettante”, che normi gli ambiti all’interno del “dilettantismo”, e regoli i diversi “status” di dilettante.

Che preveda l’espansione della dotazione impiantistica, soprattutto “ a raso”, che garantisca la piena fruibilità degli impianti esistenti.

Una legge che tuteli anche l’associazionismo spontaneo, liberandolo da un quadro normativo troppo complesso.

Che esalti lo sport scolastico, affidando alla Scuola italiana le risorse necessarie, prevedendo le opportune verifiche degli obiettivi programmati.

Questa modesta nota non vuol prendere le distanze dal CONI, ma al contrario esaltarne, con onestà intellettuale, un rapporto di collaborazione che farà emergere le future Eccellenze dello Sport Italiano.

Il riconoscimento del CONI che, con Mario Pescante, ha voluto gli Enti di Promozione Sportiva inseriti nella carta statutaria dell’Ente stesso, ha consentito allo Sport Sociale di crescere e di rappresentare le molteplici istanze di criticità che provengono da un segmento della società italiana, privata dell’esercizio del diritto allo Sport per Tutti.

[1] Vedi tesserati EPS Registro CONI 2017

 



1 commento

  • ivo

    Caro Presidente, ho letto con attenzione il Tuo intervento, sono pensieri giusti che sicuramente trovano sostegno da parte di tutti i dirigenti, atleti e chi pratica lo sport amatoriale. Speriamo che il Governo e le istituzioni sportive facciano tesoro di questa Tua nota.

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