Presentato nella sede nazionale della Libertas il progetto Start.#E’ il momento!

Ad ottobre dello scorso anno l’Istat aveva pubblicato un approfondimento sui numeri dello sport relativi al 2015. Sembrano date lontane, ma la realtà è che queste stime continuano a segnare un trend attuale.

Le percentuali nel lungo periodo lasciano infatti emergere la tendenza a praticare sempre più sport, ma questa crescita riguarda solo la pratica continuativa, mentre si assottiglia la quota di popolazione che svolge un’attività fisica: il 35,1% nel 1995, scende a partire dal 2000 per attestarsi al 26,4% nel 2015 (dati Istat).
I sedentari, che dichiarano di non praticare alcuno sport o attività fisica nel tempo libero, sono oltre 23 milioni (39,1% della popolazione), e aumentano con l’età fino ad arrivare a quasi la metà della popolazione di 65 anni e più, un dato che, sottolinea l’Istat, si mantiene costante da tempo.

Questo il tema centrale affrontato durante la presentazione del Progetto CONI 2018 “Start. #E’il momento!” presso la sede Nazionale del CNS Libertas a Roma.

Una conferenza stampa per discutere delle strategie praticabili nel breve e lungo periodo per contrastare il fenomeno. Un percorso certamente lungo che può e deve partire da piccole azioni costanti e continue sul territorio.

Ma quali fattori incidono sulla tendenza ad assumere un comportamento inattivo?

L’età sembra essere un nodo centrale, nel lungo periodo, al di là delle modificazioni nella struttura della popolazione, l’andamento della pratica sportiva, a parità di generazione, secondo l’Istat mostra un aumento dai giovanissimi di 5-9 anni ai preadolescenti di 10-14 anni e progressivamente un calo nelle classi di età successive. I fattori determinati per la diminuzione dell’attività sportiva con l’ingresso nella vita adulta, sembrano legati alla questione del tempo, quindi agli impegni legati al lavoro e alla famiglia, mentre dopo i 50 aumentano le motivazioni legate alla salute.

In Europa sei persone su dieci non fanno mai esercizio o sport, proprio per questo l’OMS ha stilato un piano d’azione, da completare entro il 2028, proprio per l’area Europa.
Gli italiani sono tra i più sedentari, con il 60% che dichiara di non fare mai sport o attività fisica, contro una media europea del 42%.
L’inattività ha un pesante impatto negativo in forma di costi diretti per il sistema sanitario, e di costo indiretto sull’aumento dei congedi per malattia, delle inabilità al lavoro e delle morti precoci.

Da qui il nome, “START. E’ IL MOMENTO!”, cioè Parti! Non aspettare! Perché lo sport non è solo un impegno pomeridiano, un corso da seguire, una gara da affrontare, ma è la naturale propensione del corpo a muoversi, a reagire agli stimoli, a saltare, correre e camminare.

Ecco il punto su cui si sviluppa il progetto: siamo tutti “portati” per lo sport ma non lo sappiamo.
Certo non siamo tutti campioni ma siamo tutti atleti.

Per capire che lo sport ci appartiene, a volte, serve fare il giusto incontro, un insegnante, un istruttore, un coach che ci faccia vivere questa esperienza non come un obbligo, ma come una possibilità.

Abbiamo deciso di usare l’approccio della misurabilità per dare un senso di “esperimento” su se stessi ai partecipanti, ma al di là dei test e delle misurazioni il nostro obiettivo era chiaro: riuscire a “mettere” nel percorso di crescita delle persone anche un singolo ricordo in cui lo sport sia semplicemente gioia, aggregazione e naturalezza. In una parola , benessere.

 



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