Paralimpiadi 2018: una rappresentante Libertas in Corea del Sud

Un po’ di Libertas sarà presente anche ai Giochi Paralimpici invernali che si svolgeranno a PyeongChang dal 9 al 18 marzo. Sarà infatti la dott.ssa Emiliana Bizzarini, atleta e socia fondatrice dello Sport Team Judo Udine Libertas, ad accompagnare delegazione italiana in qualità di Chief Medical Officer, cioè responsabile sanitario. La partenza alla volta della Corea del Sud è prevista per venerdì 2 marzo.

Sarà dunque sotto la sua responsabilità la salute degli atleti italiani designati per concorrere ai numerosi titoli in palio. In particolare, accompagnerà 17 atleti di para ice hockey; 4 di snowboard; 3 di sci alpino ed uno di sci nordico.

La Bizzarini si è specializzata in medicina dello sport e nella riabilitazione. In questo ambito ha iniziato ad imbattersi nelle problematiche relative al mondo della disabilità ed ha fatto la tesi di specializzazione sul Progetto Spilimbergo e le hand-bike. Nasce da qui la sua passione verso queste tematiche. Dal 2000 è la responsabile della medicina dello sport per i disabili presso l’Istituto di medicina fisica e riabilitazione “Gervasutta”. Il servizio, accreditato al più alto livello, fa da riferimento per tutte le persone con disabilità che fanno sport nella regione.

«È un mondo di cui mi sono innamorata –. Ha confessato la dottoressa –.  Sullo sport nella disabilità c’è ancora tanto lavoro da fare, molti obiettivi ancora da raggiungere, ma anche tante soddisfazioni in più. Quando sono entrata al Gervasutta, c’era in programma l’idea di aprire un servizio di medicina dello sport per disabile, quindi ho iniziato anche a collaborare con il CIP, il Comitato Italiano Paralimpico. Ho scoperto che in questo campo si può aiutare tanto, migliorare tanto e anche sentirsi utili».

La passione della Bizzarini si è riversata anche sullo Sport Team Judo, dove continua ad allenarsi, soprattutto con la figlia Martina che pratica judo come lei. Nel 2010 il sodalizio ha infatti dato vita ad un progetto pilota di judo dedicato ai non vedenti. Il corso continua tutt’ora e negli anni molte sono state le soddisfazioni raggiunte, sia dal punto di vista sportivo che da quello medico. Diverse sono stati gli atleti che sono riuscite a conquistare la cintura nera; ma si sono svolti anche degli studi specifici, in collaborazione con il Gervasutta, che hanno dimostrato il miglioramento dell’equilibrio anche fra i non vedenti. Un aspetto che non solo migliora la qualità della vita di tutti, ma previene anche il rischio di caduta.

«Lo sport è fondamentale per la socializzazione, ma anche per l’autonomia delle persone –. Precisa la Bizzarini –. Si può arrivare addirittura annullare le distanze fra atleti olimpici e paralimpici, ma solo perseguendo un’ottica di integrazione completa. È anche importante che ci sia una continuità fra il lavoro dell’Azienda Sanitaria e le associazioni sportive, e fortunatamente in FVG stiamo facendo tanto. Anche perché un atleta con disabilità se non può iscriversi all’associazione che pratica lo sport a lui più congeniale, può diventare un talento sprecato».



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